martedì, 30 giugno 2009

Les  poètes

Uno sguardo  nel blu
profondo della notte
che dorme ancora

e i poeti a spiare un poco
la vastità del mondo

Rubano sguardi
schiavi di turbinosi
e oscuri sensi


immaginando fogli
da riempire d'anima


        

Solitudine

........................

silenzi rotti dal tac
di un orologio

ed il tempo si ferma
sugli incompiuti versi





"Et le Poète dit qu'aux rayons des étoiles
Tu viens chercher, la nuit, les fleurs que tu cueillis,
Et qu'il a vu sur l'eau, couchée en ses longs voiles,
La blanche Ophélia flotter, comme un grand lys".

 




Eufemia
 la parte finale è di Arthur Rimbaud

Immagini di Sophie Touvenin
http://prismes.free.fr/
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sabato, 06 giugno 2009
Spirito delle Dradi




Scorreva linfa
tra profonde radici
e verdi foglie

ed il vento del bosco
muoveva i mille rami

Braccia protese
a cercare spiriti
di verde terra,

dormienti e silenziosi
tra sussurrate voci

Ghirlande d'iris
e campanule rosa
sul niveo volto

baci lievi di tempo
e d'antichi secoli

Eufemia

Le driadi e le amadriadi sono figure della mitologia greca.


Le Driadi sono le immortali custodi dei boschi. L'immagine è di Josephine Wall
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martedì, 26 maggio 2009



Tra le mie dita
nero inchiostro, scorre
a narrare storie e amori
di tragico destino

Lei e il suo volto
belli, più della velata notte
creatura infinita

Solo poesia, eterna
come eterno è lo scorrere
della notte e del giorno

limpidi e arresi
alla luce di Luna

**
Video e parole di Eufemia
 -per sentire la musica del video spegnere il mini player del blog -

domenica, 10 maggio 2009
Restano solo note - a mia madre


Piccoli versi
lievi come cristalli
di forme perfette

dedico a te, madre mia
mentre sogno la vita

Sui neri tasti
cadono suoni e gocce
  - solo un sussurro -

il volto scruta il cielo
ricercando ricordi

L'immensa notte
una scheggia d'eterno,
viaggiano stelle:

restano solo note
e la voce del vento

**

Eufemia

Immagine by DeviantArt

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sabato, 25 aprile 2009

Quando ero bambina mia nonna mi raccontava dei giorni della guerra:
ricordo bene ogni parola, le immagini che descriveva e che io
vedevo nitidamente attraverso i suoi occhi.
 Così voglio ricordare i ricordi di chi ha fatto la guerra, anche se io non c’ero…

Io non c’ero





Così voglio ricordarvi
sorridenti al sole d’aprile
una stagione di fiori
addormentati tra la neve

Tra le mani una chitarra
dalle corde senza suoni
assopiti tra i rumori
di mille anni tutti uguali

Nascosti sotto terra
il cuore senza balzi
tra voci senza voci
e lacrime incolori

E così voglio ricordare
le parole che dicevi
nelle notti di un’estate
nei tuoi occhi tanti  volti
di generazioni  senza sogni

Eufemia
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venerdì, 17 aprile 2009
Incostante e imperfetto


Pallida luna
dai riflessi azzurrati
di nebbie e stelle

stanca sei,  di scalare
solitaria, il cielo

Vaghi cercando
ciò che incorruttibile
si è già perduto

incostante e imperfetto
come nota distratta


Eufemia

Immagine by DeviantART


Liberamente ispirata alla poesia di Percy Bysshe Shelley "Alla Luna"


Sei pallida per la stanchezza
d' arrampicarti in cielo e guardare sulla terra,
e andar vagando sola
fra le stella che hanno diversa nascita,
sempre cambiando, come un occhio senza gioia
che non trova oggetto degno della sua costanza?


Tu, sorella eletta dello Spirito,
che ti contempla finché in te si dispera

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domenica, 12 aprile 2009
Addio, agli amici dell'Abruzzo



E' nel dolore
come lama appuntita
che muore il giorno

in eterno celato
dietro ombre ardenti di buio

E'  nel dolore
quando l'urlo ora squarcia
le silenti ore

ed un mesto rintocco
di campana, risuona

- Addio -


Eufemia, 10 Aprile 2009

Per donazioni, vi lascio un contatto sicuro, che mi ha dato il commissario
della Croce Rossa di Brescia:

Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

Ciascuno, nel suo piccolo può contribuire, anche con pochi euro.

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giovedì, 09 aprile 2009
Alla luna, brano della settimana scelto dal multiblog
La mente e il Cuore



E' mezzanotte
e tu, raminga luna
fuggi distante

tra drappeggi d'azzurro
del color del tramonto

Da una finestra
s'intravedono luci
e giochi d'ombre

e mani che rubano
l'infinito e l'eterno

Spighe di grano
carezzano ali in volo
d'una farfalla

tra i canneti, il vento
soffia sui nuovi sogni






Vi consiglio di cliccare sul video perché è bellissimo: è stato fatto dagli amici della redazione
di La Mente e il Cuore


la motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:


 
Eufemia è una delle perle di questo blog e come gioiello sa splendere.
Questa sua poesia è infatti Luce.
Ad una prima lettura può sembrare solo malinconica, ma ad un'attenta lettura si scoprono versi che cantano melodia di speranza e serenità.
L'autrice parla di una Luna distante che sa illuminare episodi di quotidianità rassicuranti:
 
- Da una finestra s'intravedono luci e giochi d'ombre.
 
Mi piace immaginare una famiglia oltre quella finestra, che ride e scherza nell'intimità della propria casa
.
- Spighe di grano carezzano ali in volo d'una farfalla tra i canneti, il vento soffia sui nuovi sogni
 
E' in quelle spighe di grano che io colgo la serenità di questi versi.
La natura riposa e sonnecchia a guardia del volo di una farfalla, tra i canneti, ed esplorando miriadi di panorami, la Luna tutto sa illuminare e una brezza leggera soffia su nuovi sogni.
 
Soprattutto in questi ultimi due versi colgo e raccolgo il messaggio di speranza e di inno ai sogni, e a custodire il tutto è la flebile luce della Luna che tutto indora d'incanto.
 
Complimenti Eufemia perché hai colto della Luna non tanto l'aspetto malinconico, quanto il messaggio di serenità che ha saputo lanciarti e che tu hai sapientemente dipinto in questi versi.
 
Spero che la mia recensione rispecchi ciò che effettivamente hai voluto trasmettere. Ho sorriso di serenità leggendo questa tua ed è stato come ricevere una carezza.
 
Patrizia




 
commento redazionale a cura di  patrizia1973

Ringrazio di cuore gli amici di La Mente e il Cuore
di questo meraviglioso ed inatteso omaggio
ed in particolare Patrizia, splendida interprete
della mia poesia.
BUONA PASQUA  A TUTTI

Eufemia
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lunedì, 30 marzo 2009

Last Song, Canto alla Luna


Eri perfetta
nel tuo candido manto
e minute stelle

di  trapunta di fiori
ricoperti dal gelo

Dal mondo lassù
ammiravi i contorni
d'un mondo oscuro

ove un'aquila in volo
disegnava contorni

Tu misteriosa:
ferita dalla luce
tenue e soffusa,

ad intonare un canto
mentre si desta il sole

Eufemia
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giovedì, 19 marzo 2009
Ultimi fiori d'Autunno

~ A mio padre ~



 C’era un sole caldo quel pomeriggio d’Autunno ed un silenzio irreale, rotto solo dal tonfo della terra che cadeva dalla ruspa.
Era strano, in quel momento, stringere tra le mani un libro di canzoni, che parlavano d’amore e di vita, là ove la vita se ne era andata via per sempre.
Una giovane donna, dal volto triste e malinconico, guardava la folla dei presenti, raccolti intorno alla brulla terra, che avrebbe accolto l’ultimo viaggio di quell’uomo.
Mestamente la folla dei presenti, si era radunata intorno ad una donna, che piangeva sommessamente, a volto basso, soffocando le lacrime che le rigavano il volto.
Poi se ne erano andati via via tutti, e su quel pezzo di terra arida , erano rimaste solo ghirlande di fiori, a colorare di speranza un luogo ove la gioia era da sempre stata bandita.
Una giovane donna, attese quel momento con una sorta di liberazione e guardandosi intorno, vide che non era rimasto nessun altro, al di fuori dell’uomo che le stava accanto e che le teneva un braccio sulla spalla. Nessuno dei due parlava.
La donna si flesse e raccolse una margherita bianca che spuntava dal mucchio dei fiori di campo, che formavano una piccola corona, con sopra incisi due nomi, il suo e quello dell’uomo che amava.
L’alzò verso l’alto e la guardò attraverso la pallida luce del sole d’Ottobre, quasi a volere cogliere il gioco d’ombre che la rendeva così viva e meravigliosa, in quel luogo di dolore.
D’un tratto aprì il libro che stringeva tra le mani e ripose la margherita tra le pagine, con cura e dolcezza; prese a scorrerlo, finché non si fermò e con decisione, strappò un foglio. Lo lesse avidamente, come a voler imprimere per l’ultima volta nella memoria di quel momento, le parole che vi erano stampate, e subito dopo lo fece scivolare dalle mani.
Con cura lo adagiò sui fiori, che sistemò come se fossero un mantello, e ricoprì il foglio strappato. Poi prese una manciata di terra e la fece scorrere, lentamente, come se fosse sabbia del mare, dal palmo delle mani. Era certa che le parole che erano impresse su quella pagina, avrebbero raggiunto suo padre, sussurrandogli l’amore che per tanti anni, non aveva avuto il coraggio di manifestargli, raccontandogli di lei, dei pochi anni che erano stati insieme e dei ricordi che a lui la legavano.
L’uomo che le stava accanto, l’abbracciò e la condusse lontano dalle ombre che malinconicamente, prendevano il posto dei colori del giorno.
Nella mente, custode di ricordi, erano rimaste solo parole d’amore, d’una canzone scritta tanti anni prima e scivolate via insieme agli ultimi fiori d’autunno.
~ A Mio padre, ovunque egli sia ~
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giovedì, 12 marzo 2009
Elisabetha
~  Poesia liberamente ispirata a "Dracula" di Bram Stocker ~



Gelido il vento
d'un Inverno infinito
scuoteva il mondo:

la fine dell'amore
là, ove il dubbio s'insinua

Mille secoli
d'una storia sepolta
tinta di sangue

t'invocherò per  sempre
Mia Dolce Elisabetha

Vaghi come ombra
agli Inferi dispersa
cercando invano

me, che t'amai in eterno
e per questo dannato

Solo illusioni
tra l'eleganti vesti:
tu, nel suo volto

nelle candide mani
profumate di rose

Sangue commisto
atteso venne il giorno,
a rapir l'ira:

tra i tumultuosi nembi
alfine, trovai pace


~  Rigano il volto
lacrime calde,
ombre confuse
nell'eterna morte

Sapore d'assenzio
sulle labbra rubino
nell'immortale amore
di chi ancora vive ~



Per la falsa notizia della sconfitta e morte sul campo del guerriero Vlad III, paladino della lotta cristiana contro i turchi, la moglie Elisabetta si suicida. Il condottiero, folle d'ira e di dolore, giura vendetta e rinnega l'Onnipotente, restando “non morto” per sempre, ambizioso di potere, assetato di sangue (di cui si nutre) e lussurioso. Attraversa i secoli fino alla Londra vittoriana, dove continua la sua caccia ai viventi finché incontra la bella Mina Murray, moglie di Jonathan Harker (il suo agente immobiliare) e dotata di una straordinaria somiglianza con la sua prima moglie Elisabetta. Dapprima “seduce” Lucy, la migliore amica di Mina, riducendola in fin di vita e uccidendola, poi Mina medesima. Da quel momento la sua vita cambia, mentre il dottor Van Helsing e un gruppo di uomini gli da la caccia.

Nelle due immagini, Winona Rider in Mina Harker  -Elisabetha, nel film "Dracula" di Francis Ford Coppola


Poesia pubblicata il 20 Marzo sul prestigioso sito dello scrittore Renzo Montagnoli, Arte Insieme qua




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martedì, 03 marzo 2009
Infrante Memorie
Poesia ispirata a "Il principe serpente", fiaba persiana



Fiori di loto
luminoso il  mattino
danzano lievi

in volo una farfalla
a sfiorare le mani

Drappi di seta
damascati d'Oriente
odor d'incenso:

s'inebria il cuore spento
confuse immagini

 Cade un petalo:
 malinconica anima
nel lungo viaggio,

cercando senza sosta
una storia e una fiaba

Solo l'amore
è limpido calice
colmo  di luce:

attraverserà il tempo
e le infrante memorie



Eufemia
per leggere la fiaba cliccare qua
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lunedì, 23 febbraio 2009

Suggellato fu il patto di tragica ventura
 - silloge poetica dedicata agli amori tragici che la storia ci ha narrato -




- per il down load fare click sulla copertina -

Cari amici, ecco la mia prima silloge poetica, "Suggellato fu il patto di tragica ventura" , dedicata ad un tema specifico. Questa volta ho scelto gli amori tragici, che la storia ci ha narrato, attraverso l'arte e la letteratura, e ai quali, ho voluto dare il mio contributo. Chi avrà la pazienza di leggere questo lavoro, che mi ha tenuta impegnata per circa un anno, noterà la differenza di stile e composizione, e anche di maturità, nelle varie liriche, che si evolvono stilisticamente nel tempo, e secondo il metodo usato per la composizione, ossia il verso libero per alcune,  e la struttura in metrica in altre. La silloge è  stata pubblicata su Partecipiamo.it e presto sarà pubblicata nel mio muovo libro di poesie, che uscirà la prossima estate.

 Non mi resta che augurarvi buona lettura.

Eufemia

 
Per il download cliccare sul Link
 

Ringraziamo Eufemia Griffo per aver pubblicato con Partecipiamo una sua splendida silloge (dedicata agli amori tragici della storia): Suggellato fu il patto di tragica ventura.  Dandoci la soddisfazione di inserire anche il nostro sito all'interno dell'opera.
Ci auguriamo di poter ricambiare tanto affetto con altrettanta visibilità.


(dal sito Partecipiamo.it)

 

 

Oh funesto Amore!

Scellerato è il  destino

di due giovani:

 

il cielo di Verona

piange ora i figli suoi

 

Un ultimo bacio:

eterna è la notte di paura

mio volto amato,

 

potente quel veleno

di maledetta mistura

 

Scura è la notte

a cancellare il sole

che più non sorge:

 

qua finisce la storia

di Giulietta e di Romeo

(testo di Eufemia Griffo, estratto dalla silloge "Scellerato fu il patto di tragica ventura")

 

“...ah benedetto pugnale!Questa sarà la tua guaina...qui arruginisci e uccidimi...”

W. Shakespereare, Romeo and Julieth


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sabato, 14 febbraio 2009
Nausicaa


(immagine di Frederick Leighton)

E infine giunse
Odisseo* solitario,
dal cupo mare,

tra rumorosi flutti
ad avvolgere il cuore

E allor la vide:
lei, dalla bella bocca
e bianche gote

ad accogliere l'uomo
venuto da lontano

Gli dei tessono
astute tele e fili
aggrovigliati

e il destino s'impiglia
senza poter fuggire

Pietà la mosse
e l'Inganno del mare
scosso dai venti:

sempre è avvinta l'anima
dall'eterna passione

Dolce Nausicaa
dal nome così bello
e imperituro

in balia d'un tormento
che più lascia vivere

Poi  venne il giorno
a cancellare sogni
svaniti all'alba

di onde e stelle il richiamo
e dell'amato mare

 - Stanotte, vorrei dormire
tra le braccia della luna
cullata dal vento
e ritornare infine  alle  tumultuose onde
là ove muore l'anima mia
e il suo tormento -




« Quindi arrivò sull'isola dei Feaci e nascose le sue nudita fra gli arbusti là dove Nausicaa, figlia del re Alcinoo, stava portando gli indumenti al fiume per lavarli. Allora egli strisciò fuori dalle fronde e le implorò aiuto. Mossa a pietà, gli diede un manto e lo condusse da suo padre. Alcinoo lo accolse dandogli una decorosa ospitalità, lo onorò con dei doni e lo inviò verso la sua patria, Itaca. »


**

Eufemia

Dedico questa poesia a Fabrizio, poiché l'attendeva da tempo, a compimento di un'opera tematica, che sto scrivendo da circa un anno. Nausicaa è la lirica che conclude "Suggellato fu il patto di tragica ventura", opera poetica  dedicata agli amori tragici della storia, che presto sarà disponibile on line.

La parte finale del testo è in verso libero, tutto il resto è in metrica
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giovedì, 12 febbraio 2009
Perché d'amor m'avvolgo


Oscillano i ricordi
laggiù nella stanza,
spenti gli occhi
d’immagini impresse
nei solchi
d’una memoria cancellata

Oscillano appesi
al filo del tempo
avvolto d'ombre
tra nebbie
d’un silenzio smarrito
in labirintiche vertigini

Oscillano e si perdono
tra buie stanze
di luce oscurata
- siderale riflesso -
d’argentea notte

Oltre quell'ombra
gl'ultimi fotogrammi
nel logoro album
di pagine ingiallite
e abbandonate.

-E perderò ogni traccia di quei giorni
e di ritorno sarò
perché d’amore ora m’avvolgo-


**

Eufemia

trattasi di una mia vecchia poesia, che avevo dimenticato di avere scritto e che presento per la prima volta su Aldebaran

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