domenica, 30 settembre 2007

Un' estate fa

vagavo nella  sera

finiva il giorno

 

all'ombra di una quercia

ne sentivo la voce...

 

 fui catturato

da una luce lontana

forse lucciole

 

e allora alzai il mio volto

racchiuso nelle mani

 

 Guardando  a terra

mi accorsi di una cosa…

e mi tolse il sonno

 

 

un foglio lacerato

forse una pergamena

 

Era sepolto

nella terra bagnata

sotto la quercia

 

e pareva danzare

come quella fanciulla

 

 

i cui capelli

parevano un mantello

mosso dal vento

 

Caddi come incantato

rapito dal suo volto..

 

parole strane

parlavano dei suoi occhi

che splendevano

 

nell'antica radura

alla luce  lunare.

 

 

 Avvolsi il foglio

e lo portai alla bocca

e posi un bacio

 

sul suo splendido  volto

inondato di Luce.

 

 

Poi seppi chi era...

Tinuviel il suo nome

dolce regina

 

del Doriath la signora

della stirpe degli Elfi

 

 

Solo un mortale

rapi' per sempre il cuore

e la sua anima

 

Beren figlio di Barahir

l'amo' oltre la vita

 

-di EufemiaG-

 

DEDICATO AL MIO AMORE FABRIZIO/TETRACTYS

 Questa poesia è ispirata ai personaggi nati dalla penna di J R R Tolkien, Beren e Tinuviel, così come li leggiamo nell'opera Il Silmarillion.
Le immagini sono tratte dal sito www.maniecreative.it
Qui di seguito vi riporto un passo tratto dal libro e che narra della storia dei due innamorati:

"Vi racconterò la storia di Tinuviel in breve, poiché è molto lunga e non se ne conosce la fine.

Nessuno, al giorno d’oggi, la ricorda tale quale veniva narrata anticamente. 

 

Parla dell’incontro di Beren, figlio di Barahir e di Luthien Tinuviel. Beren era un mortale, ma Tinuviel era la figlia di Thingol, Re degli Elfi nella Terra di Mezzo allorché il mondo era giovane; la più dolce e soave fanciulla che sia mai esistita. La sua bellezza era pari al rifulgere delle stelle oltre le nebbie delle Terre Nordiche, che parevano rispecchiarsi nel suo viso luminoso. 

 

In quei giorni il Grande Nemico viveva nel Nord, ad Angband, e gli Elfi dell’Ovest, con l’appoggio di alcuni fra gli Uomini, gli dichiararono guerra. Ma il Nemico fu vittorioso, e Barahir ucciso, e Beren dovette fuggire tra immensi pericoli, scavalcando le Montagne Nebbiose e giungendo nel Regno di Thingol, nascosto nella Foresta di Neldoreth. Lì fu incantato dalla vista di Luthien che cantava e danzava in una radura vicino al magico fiume Esgalduin, e la chiamò Tinuviel, che vuol dire Usignolo nella lingua arcaica...."

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lunedì, 24 settembre 2007

 S'immerge il sole

nella luce sfumata

di echi notturni

 

tra dissolti  silenzi

del nebbioso mattino

 

Nel vasto mare

dai riflessi d'argento

tutto s'adombra

 

nella luce dell'acqua*

 rinasce un altro giorno

 

Di nuovi frutti

s'ammanta ora  la terra

d'oro vestita

 

tra le ultime carezze

che riscaldano il cielo

 

 

In molti circoli druidici contemporanei l'Equinozio autunnale viene chiamato Alban Elued, "Luce dell'Acqua" in gaelico: infatti l'acqua raffigura l'oceano cosmico in cui si immerge il sole nella parte calante dell'anno, la misteriosa profondità marina che divie-ne sempre più scura man mano che i giorni si accorciano

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mercoledì, 19 settembre 2007

Nell’azzurra penombra

avvolta dal velo sottile

dell’ultimo plenilunio

d’estate, 

fiori d’ibiscus

adornano il talamo

di solitari  petali

confusi a sfiorare

due ombre nell'ombra

Squarciata dall’alba

si spegne l'ultima fiamma

d'ardente passione

e oltre il muro di silenziosa tenebra

il sapore dell'ultimo bacio

nello spazio

dell’immenso divenire

"E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
- l'unica che ti è piaciuta -
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io..."

* Il titolo della poesia è tratto da un verso di  "Un ramo rubato"  di Pablo Neruda

Gli ultimi versi sono di Pedro Salinas, tratti dalla raccolta di poesie " La voce a te dovuta"

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domenica, 16 settembre 2007

Tanka 1

Il sole gioca

accarezzando i volti

esplode la gioia

 

sono doni speciali

si chiamano bambini

 

Giorni perfetti

che mai più torneranno

mille i ricordi

 

scivolano veloci

come il vento d’estate

Tanka 2

Candidamente

unica fotografia

in bianco e nero

 

ve ne offro la bellezza

in un giorno d'estate

Tanka 3    

 

Scatti d’infanzia

volti dimenticati

mille ricordi

 

nello scrigno del tempo

sfogliandolo a ritroso

Queste composizioni in metrica

hanno partecipato alla giornata

"In bianco e nero" sul blog

http://amanogawa.splinder.com

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giovedì, 13 settembre 2007

Oh quante volte

la notte senza luce

ha ucciso i sogni

 

e le mie  ali spezzate

piu' non hanno volato. 

 

Ho  chiuso gli  occhi

soffocando il mio pianto

stridule grida

 

di quello che ora sono

mentre volo nel vento.

 

Macchie di sangue

sulla candida veste

tingono il cuore

 

di una stirpe dannata

dal  crudele disegno.

 

Mai piu' guarderò

il giorno che ora nasce

inno alla vita

 

e d'antico legame

testimone d'amore.

Poesia ispirata al personaggio di Isabeau D’Anjou del film Lady Hawke

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domenica, 09 settembre 2007



Rorida perla
scivola via fra grotte
e bianche conche.

Tempesta fra gli stigmi
dall'umido abbandono.

Acqua sorgiva
ne dirompe gl'argini
con grande forza

di solitario amante.
Nasce una nuova donna.

 

Di Tetractys

http://fcorselli.splinder.com/

 

 

Dai fiori di Tetractys nasce il mio tanka

 

Tanka 3

Pagine bianche

il tuo modo d'amare

parole e fiori

 

immensità di doni

fogli sparsi di poesie

di  Eufemia

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giovedì, 06 settembre 2007

Tanka 1

Cerulea volta
in quei tuoi occhi splendenti.
Echi d'eterno.

Leggiadro quel tuo volo
ove il cuore s'adagia.


Dedicata al mio grande amore EufemiaG

da Tetractys

http://fcorselli.splinder.com/

 

Da questa poesia scritta da colui che amo, nasce il mio tanka

Petal

 

Tela dipinta

artistico pensiero

sfumato d'ombre

 

mille fiori donati

un unico petalo

 

 

Dedicato, con amore,  ai Fiori di Tetractys

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martedì, 04 settembre 2007

 La piccola foglia dispersa
giace
sul tuo vigoroso petto
e tu
ombroso signore-
-pianta possente-
m'accogli tra braccia
di luce
e rami che scorsero secoli
  
Poi tra l'ombre notturne
entreremo in silenzio
e come furtivi viandanti
guideremo i nostri passi
verso il sentiero disperso.
E non saremo più....
 
Io piccola foglia
-tu quercia possente -
e nei  boschi  della Luna
erigeremo
la nostra ultima dimora
Le immagini sono di Alessandra Simonini del sito
www.maniecreative.it
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sabato, 01 settembre 2007

Tracce di profumati unguenti

scivolano sulla nuda pelle

di un'odalisca avvinta

al piacere della carne

Oli ed essenze

di Bagdad la Bella

spargono

speziati effluvi

portati dal vento

di una notte di mezz'estate

saziando corpi prigionieri

dell'obliata estasi

di un effimero istante

Eufemia, 29  Agosto

I dipinti sono di Jules Joseph Lefebvre

La poesia è liberamente ispirata all'opera di Tetractys

"Shéhérazade" che potete leggere integralmente qui

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