


Nel bosco
tinto di ombre
e di verdi drappeggi
poggerò la mia anima
con passi stanchi
ed occhi chiusi
ai primi riflessi
di un'alba d'inchiostro

Dedicata al mio Amore
- EufemiaG -
Il bavero alzato
contro il freddo d’Inverno
a tagliare lembi di pelle
nella città che dorme
Parigi, la bella
vecchia signora
dal passato lontano
di fasti e dame incipriate
sui volti di bambola,
piange i suoi figli
dall’ignota dimora
Alzati donna
dai silenziosi occhi di madre
cattura l’ultimo raggio di sole
dalla vita che fugge
Domani, forse,
il cielo tornerà ancora azzurro
Questa notte io vedo solo
nubi e tempeste…
- Eufemia, 3 Febbraio -
Questa poesia è stata pubblicata sul noto portale letterario La poesia e lo spirito
"Perché non so più vivere
in questo mondo sbiadito
che un tempo m’appartenne “
Raggi di sole del giorno che va nascendo, proiettano lacere ombre sulla Terra d’Egitto, che m’accolse tra le sue braccia di luce.
Depongo lo scettro e la corona, che a me furono assegnati nell’alba del mondo. Un brandello di quello che si chiama felicità a me fu affidato dagli dei generosi, che amarono la giovane Ncferet-Ity, donandole eterea bellezza e giorni tinti d’amore.
Una donna venerata come un dio e forse ancora più di una divinità; una donna che ora è fragile come una foglia dispersa nel caldo Khamsin.
Orme sulla sabbia, in un assolato meriggio, disegnano sulle dune, eteree tracce dei miei passi.
Non so più vivere in questo mondo sbiadito ed affido i cocci di un’esistenza gloriosa a colui che come padre, mi ha cullato eternamente tra i riverberi della sua luce.
“Oh Aton, accogli questa tua Figlia ed illuminami il cuore ammantato di ombre notturne: posa il tuo sguardo su questa bella terra e dissipa le tenebre del mondo, che come sciacalli di notte, divorano gli ultimi frammenti di vita!
Trafiggimi con i raggi obliqui affinché io ritrovi la via che a te mi conduce, e passando oltre le rocce di Hat Nub, ritornerò là ove il viaggio ebbe inizio, e come in quell’alba di Malqata, sarò di nuovo la sposa di Akenaton, ed egli come allora, mi vedrà giungere da lontano, rapito dalla mia vera bellezza”.
Giorno sesto, del mese di Famenant
Nefertiti, Regina D'Egitto

Fine del racconto
Post scriptum
I documenti ufficiali della storiografia, non hanno mai dato una risposta certa sulla morte di Nefertiti e vengono quindi avvalorate diverse ipotesi; in questo racconto ho immaginato, così come avviene nel bellissimo libro di R. Zacco, dedicato a Nefertiti, “Le braccia del sole”, che la Regina egizia, ponesse fine ai suoi giorni, suicidandosi tra le dune del deserto.
Piccolo glossario
Akhenaton: Figlio di Amenhotep III e di Tyi, questo sovrano è passato alla storia come il faraone eretico per il tentativo di sostituire, in conflitto con il potente clero tebano, il dio Amon con una nuova divinità, il dio Aton nel ruolo di divinità protettrice della regalità, che venerò insieme alla sua sposa, Nefertiti.
Mese di Famenant, corrisponde al mese di Dicembre
Khamsin: Il khamsin è un vento caldo, opprimente e polveroso, che soffia da sud o sudest in Nord Africa, particolarmente in Egitto, sulle coste del Mediterraneo orientale e nella Penisola Arabica. Il khamsin non è un monsone, non soffia cioè più o meno costante per lunghi periodi di tempo, ma si attiva a intermittenza, nel periodo compreso tra il tardo inverno e l'inizio dell'estate, ma più frequentemente tra aprile e la prima metà di giugno.
E'un vento essenzialmente da sud sull'Egitto, soffiando dal deserto del Sahara, mentre proviene in prevalenza da est (o sudest) sul deserto del Negev (Israele meridionale) e parte dell'Arabia Saudita. Il termine si applica anche ai venti forti da sud o da sudovest che spirano sul Mar Rosso.
Come lo scirocco, il khamsin soffia in genere davanti a una depressione che si muove verso est o nordest nel Mare Mediterraneo o attraverso il Nord Africa, con alta pressione più a est. Il nome deriva dall'arabo khamsun o hamsin, che significa cinquanta. Questo è infatti il numero approssimato di giorni durante i quali esso soffia (fonte www.meteogiornale.it)
Malqata è un luogo situato nella zona desertica al sud del Médinet Habou, sulla riva occidentale del Nilo, di fronte a Luxor. In questo luogo fu costruito il palazzo di Amenhotep III
Ncferet-Ity :la lettura esatta di Nefertiti è Ncferet-Ity, "la bella è arrivata". Questa "bella" è la dea lontana che, dopo aver lasciato il Sole creatore, è partita per il deserto della Nubia. Senza di lei le Due Terre sono condannate alla sterilità e alla desolazione. Grazie all'intervento degli dei, in particolare di Thot e di Shu, la dea lontana ritornerà in Egitto, e la natura e tutti gli esseri viventi conosceranno di nuovo la felicità (fonte http://www.aton-ra.com)
Nefertiti è una delle più note regine della storia egizia. Cambiò, come il marito, il suo nome in Neferneferuaton per onorare Aton.
Regnò a fianco del marito Akhenaton la XVIII dinastia, nel cosiddetto periodo Amarniano.

Fluttua la mente
dispersa nei ricordi
del mio passato
e note silenziose
galleggiano sull'acqua.
Maestoso è il mare
d'una terra nemica
e sconosciuta:
ricopre di silenzio
le urla dell'anima mia
E poi venne lui,
come oceano impetuoso
che tutto muta:
e vestì di musica
ciò che un tempo era il nulla

-EufemiaG-
« C'è un grande silenzio dove non c'è mai stato suono, c'è un grande silenzio dove suono non può esserci nella fredda tomba del profondo mare »
Le immagini sono tratte dall'omonimo film con protagonisti, Holly Hunter e Harvwey Kaitel