sabato, 05 luglio 2008
Renzo Montagnoli* (www.arteinsieme.net) intervista Eufemia


 
Eufemia Griffo, scrittrice di prosa e poetessa, cura personalmente il blog che ha creato nel Luglio 2006, Aldebaran la Stella dei Sogni (http://eufemiag.splinder.com) e Memorie di una Geisha, multiplog che ospita solo poesie in metrica giapponese (http://eueufemia.splinder.com).

Eufemia collabora attivamente con gruppi di scrittura, portali letterari, come www.Raccontare.com  e riviste di cultura letteraria, come Il Refolo, diretta dallo scrittore, Alessandro Troisi.

Collabora con la rivista letteraria Il Refolo http://freeweb.supereva.com/alessandrotroisi/page005.htm?p dello scrittore saggista, Alessandro Troisi, sui cui numeri del 2006 sono apparsi due suoi racconti di narrativa, una poesia ed una recensione curata da Alessandro Troisi relativamente ai due e book di Eufemia presenti sul portale di scrittura  e con il sito letterario “Raccontare” (www.raccontare.com). Di recente è uscito il primo numero della rivista di cultura Sagapò, di cui Eufemia è collaboratrice, insieme a scrittori, poeti e fotografi.

Collabora al Magazine di fotografia “In bianco e nero” e pubblica sul prestigioso sito dello scrittore Renzo Montagnoli  “Arteinsieme”.

Numerosi i racconti presenti in e book pubblicati su diversi blog di multiscrittura.

Nel 2007 è uscita la sua prima raccolta di poesie “Di nascosto” ed Lulu e “L’antica pergamena”, raccolta di poesie in metrica e a verso libero, dedicate all’universo di Tolkien.

Ha pubblicato varie sillogi di poesie con autori vari a cura della Vitale edizioni e anche racconti.

Sul sito www.raccontare.com sono presenti tre  e book , uno dei quali contempla una raccolta di racconti, l’altro che comprende un racconto di prosa dal titolo “Piccolo Lupo” ed una silloge poetica.

Piccolo Lupo è stato il vincitore del concorso edito da :  "LA LIBRERIA"                     http://www.bookshop-mendrisio.ch/) per il sito www.pennadoca.net

Nel Maggio del 2007 la poesia “Di nascosto” è stata inserita nell’antologia cartacea  poetica “Concorso di Emozioni” edito da Manuale di Mari e presentato alla Fiera del Libro di Torino.

Nel 2007 è arrivata seconda al concorso “ Laire Lorala” con la poesia “Eowyn”.

Nell’aprile 2008, ha preso parte alla rassegna di narrazione orale, “Cucina che ti racconto”, organizzata dal gruppo artistico Semeion di Settimo Milanese, con un suo racconto inedito “La bambina del fuoco”.

Nel Maggio 2008 ha partecipato ad una lettura di poesie, nel contesto dell’open day delle biblioteche lombarde, leggendo alcune sue poesie.

Laureata in Pedagogia, con una specializzazione in psicologia giuridica, nella vita insegna alla scuola dell’infanzia.

~

INTERVISTA AD EUFEMIA

 

 

Perché scrivi?

 

Perché amo dare voce ad un’immagine che mi ha colpito, fare parlare una vecchia fotografia che è rimasta impigliata tra i ricordi della memoria. Scrivo perché amo vedere scorrere le parole su un foglio di carta – quanto amo vergare a mano fogli e fogli interi! – e man mano rendermi conto che stanno assumendo una forma precisa. A volte rileggendo, mi chiedo chi sia l’autore di quella poesia e di quel racconto, e poi mi rendo conto che quelle parole sono le mie. La mano pare assecondare, la mente e l’anima, che sussurrano stralci di memoria, ricordi, immagini che sono rimaste impresse nella radice del mio spirito e che tentano di trovare un posto sicuro in una poesia o in un racconto.

Scrivo perché amo raccontare di me e delle mie emozioni, che ritrovo poi nei personaggi di un mio racconto o tra le righe di una poesia. Dedico spesso ciò che scrivo a coloro che ho amato e che in qualche modo, sono parte di me. E’ un’esigenza interiore, un volere sostare in luoghi tranquilli dove l’unico rumore è costituito dal ticchettio dei tasti di un PC o dalla penna che scivola sulla carta.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Non necessariamente. Mi fa piacere che il lettore dedichi parte del suo  tempo a ciò che scrivo, ma non lo obbligo ad entrare nelle mie emozioni. Eppure chi legge le mie poesie o i miei brani di prosa, si trova spesso  imprigionato nei  medesimi sentimenti e nelle  medesime emozioni, che mi hanno ispirata. Questo mi fa piacere, perché è come donare un pezzo della tua vita a chi non ti conosce e al quale è concesso scrutare, attraverso le parole, riflessi di vita che non gli appartengono. E’ come volere invitare il lettore a condividere un ricordo personale , fino a domandarsi quale percezione ha avuto di quello che si nasconde tra il fiume delle parole.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Non so dare una risposta precisa. L’ispirazione nella composizione di una lirica o di un racconto, credo  sia indipendente dal fatto che si legga o meno.

Per ciò che mi concerne, sovente mi è successo che un libro che ho amato molto, mi abbia influenzata ed ispirata, soprattutto nella narrativa. Ci sono personaggi che appartengono alla storia ai quali ho dedicato sia poesie, sia racconti.

Amo leggere, e qualche anno fa leggevo moltissimo; amo vari generi letterari, con un occhio di riguardo al romanzo storico. In questo ultimo anno, per motivi di tempo, ho letto meno, ma appena mi è concesso, mi tuffo tra le pagine di un libro che cattura la mia attenzione.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Un po’ di tutto, difficile scegliere cosa esattamente.

Ho amato in maniera viscerale Dante e Manzoni;  Foscolo e Leopardi, per arrivare poi agli scrittori francesi del 1700 (Chateubriand in particolare, ho letto tre volte in lingua francese “Atala” ) e quelli del 1800 (De Balzac, Stendhal, Hugo). Ho amato moltissimo George Sand, al secolo Amandine-Lucie-Aurore Dupin, che si nascondeva dietro ad uno pseudonimo maschile, per poter scrivere.

 Amo molto la narrativa classica italiana e straniera; potrei fare dei nomi, come per es. Marquez, Maraini, Eco, la Hornby, e adoro la Bellonci, che mi ha incantata con Lucrezia Borgia e Isabella d’Este;  fino a giungere a  Margherite Yourcenar, che ha scritto il mio libro preferito “Memorie di Adriano” e la trilogia “Quoi? L’eternité”.

Di Pirandello ho letto quasi tutto all’epoca della maturità.

In quel periodo scoprii anche Oscar Wilde e Joyce, di cui ho letto però solo “Gente di Dublino”.

Ho letto quasi tutto di Tiziano Terzani, che ho scoperto dopo la sua morte e che mi ha dato una lezione di vita indimenticabile con il suo “Ultimo giro di giostra”.

E anche La Pierre, con i racconti della “sua” India.

Per arrivare a Tolkien, precursore della letteratura fantasy e alla creatrice di Harry Potter, Rowling.

E poi Jane Austen che ho scoperto solo due anni fa e le sorelle Bronte di cui riporto questa bellissima frase di Charlotte

Chi possiede il dono della creatività, possiede qualcosa di cui non sempre è il padrone, qualcosa che qualche volta, stranamente, decide e lavora per se stesso”.

Tra i saggi storici, ho letto moltissimo sulla Francia ai tempi del Re Sole, sulla rivoluzione francese e  su Napoleone (anche un paio di biografie a lui dedicate).

Ho letto montagne di libri sull’Egitto e  sui misteri che avvolgono la Terra.

Sono davvero tanti, tantissimi i libri che ho letto e che ho in libreria, impossibile elencarli tutti.

In questi ultimi anni ho acquistato varie raccolte di poesia, come quelle scritte da Neruda, Hikmet, Dickinson, Salinas. Amo immergermi nella lettura delle loro liriche, in cui ritrovo una sosta, dall’incedere continuo e frettoloso della vita quotidiana. Meraviglioso lasciarsi ammaliare da un’immagine di un fiore o da un verso dedicato all’uomo o alla donna amati. Bellissimo sostare tra le pagine vestite di malinconia della Dickinson.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Nel 2002.

  

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Al momento pubblico con i servizi on demand, come Lulu. Ho realizzato un libro di poesie, una silloge insieme ad un altro scrittore e ho pubblicato tre sillogi cartacee con la Vitale edizioni.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Scrivo sempre, ogni giorno.

Per il futuro, ho in mente un romanzo che si ispira ad una persona realmente vissuta e che ha influenzato tutta la mia vita. Un viaggio nell’Italia del 1900, dal 1906 in poi. E’ un progetto a cui non do un termine, ma credo che prima o poi riuscirò a dedicarmi in maniera serena.  

 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Sì, decisamente. Preferisco essere evasiva nel rispondere a questa domanda, ma posso affermare con convinzione, che la scrittura ha operato un’autentica rivoluzione copernicana, nella mia vita e nel mio modo d’essere.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Di solito incoraggio sempre chi muove i primi passi verso la scrittura, che sia poesia o narrativa. Se penso ai miei esordi, mi viene un po’ da sorridere, quindi mi fa solo piacere conoscere persone che condividono con me questa passione. In questi anni ho conosciuto scrittori di talento e altri decisamente meno dotati, ma in ciascuno di loro, ho riconosciuto un’enfasi in parte simile alla mia. E quando ci si ritrova, anche per caso, a scoprirsi con quest’identica passione, può solo fare un immenso piacere.

Non a tutti interessa quello che scrivo. Molti non sanno nemmeno che la scrittura è una parte di me. Credo che una poesia non sia alla portata di tutti, così come la lettura di un libro: conosco moltissime persone che non hanno in casa, neppure un libro.  Non amo dire a tutti indistintamente che scrivo poesia o narrativa; sono molto gelosa di questa parte della mia vita perché so che dietro alle parole, ci sono sfumature del nostro essere che non possono essere comprese da tutti, senza distinzione. Questo discorso ovviamente non riguarda solo me, ma la scrittura in generale, anzi l’arte tutta.

C’ è una magia che spinge un pittore a dipingere su tela o un musicista a comporre musica. La stessa magia è nascosta tra le infinite parole di un libro, o tra i versi di una lirica. Occorre avere una sensibilità particolare ed un’apertura di mente e anche di cuore, per potersi addentrare nei meandri della scrittura, che può condurci oltre ciò che ci circonda e regalarci anche piccoli frammenti d’eterno.

 

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 Renzo Montagnoli è scrittore e poeta, e addetto all'ufficio stampa  della casa editrice Il foglio.
L'intervista è stata pubblicata sul prestigioso sito di Renzo Montagnoli, www.arteinsieme.net

 

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domenica, 22 ottobre 2006

Eufemia intervista Alessandro Troisi

scrittore e direttore della rivista letteraria

IL REFOLO

Alessandro Troisi è scrittore, saggista nonché direttore responsabile della rivista letteraria

IL REFOLO (cliccate sopra per visualizzare il sito di Alessandro e i numeri della rivista)

 trimestrale di narrativa e cultura umanistica, che cura personalmente e con soddisfazione. All' iniziativa partecipano abili penne da tutta Italia, la maggior parte delle quali hanno già avuto esperienze in campo editoriale. Narrativa, poesia, saggistica, recensioni, interviste ad autori emergenti, rassegne e critiche d'arte, si fondono dando vita ad un foglio indipendente nei contenuti che si propone come stimolo ludico/culturale gratuito.
Coloro che fossero interessati ad inviare materiale da pubblicare, possono mandare una e mail ad
alessandro.troisi@libero.it.


Ciao Alessandro e grazie per avere accettato l’intervista.
Parlaci un po’ di te, della tua scrittura e del tuo esordio come scrittore.
Sono un trentenne come tanti, che in preda ad una crisi di mezza età ha pensato di appuntare per iscritto le proprie frustrazioni. I pensieri si sprecavano e io li fissavo su carta, così a poco a poco hanno incominciato a prendere forma due libri “Il Serpente – il lato nascosto delle cose” e “La Lanterna di Diogene – dall’oscurità al chiarore” editi da Il Foglio Letterario rispettivamente nel 2005 e nel 2006. Il Mio esordio come scrittore è stato inaspettato: quasi per scherzo ho proposto la pubblicazione del primo scritto e con piacevole sorpresa ho trovato alcuni consensi.

Cosa o chi ti ha spinto a coltivare questa aspirazione ?
Non si è trattato di una vera e propria aspirazione. Ho incominciato a redigere una sorta di diario, un po’come fanno gli adolescenti ma i “segreti” che appuntavo con una certa regolarità non riguardavano gli avvenimenti, gli incontri e le nuove esperienze, ma piuttosto riflessioni: risposte che cercavo di dare a tutto ciò che concernesse la sfera dell’universo metafisico. È così che è nato “Il Serpente”, uno “zibaldone di pensieri” che ha riscosso un discreto seguito.

Qualcuno ti ha ostacolato o ti ha consigliato di far altro ?
Quando ho espresso l’idea di pubblicare quel mio diario, che con il tempo aveva assunto la forma di uno strano saggio di esoterismo, mi sono rivolto ad un conoscente, responsabile di una piccola casa editrice del ponente ligure. L’imprenditore con “amicizia” mi ha prontamente scoraggiato: “Sai, bisogna fare prima una attenta analisi di marketing” sono state le sue parole “e l’argomento esoterico non penso possa destare interesse!”. Le sue parole profetiche sono state smentite dal successo de “Il Codice Da Vinci” e io nel frattempo avevo trovato due sostenitori: Maurizio Maggioni, direttore della collana esoterica de “Il Foglio” e Gordiano Lupi, l’editore.

Che percorso hai seguito per arrivare a questo punto ? (Carriera scolastica, formativa, lavorativa).
Penso che la formazione umanistica ricevuta all’università sia stata utile, per il resto Il mio percorso è stato perlopiù introspettivo e di ricerca.

Con quale personaggio famoso che lavora in questo ramo vorresti lavorare o hai lavorato ?
Non ho avuto occasione di lavorare con nessun grande della narrativa, poesia o saggistica contemporanea, ma nemmeno lo pretendo. So di coltivare un piacevole passatempo, che difficilmente sfocerà in qualcosa di più. Come saggista non sono malaccio, ma è la narrativa che tira, quindi resterò sempre un dilettante.

Quale è il tuo « mito » e perchè (non deve necessariamente avere a che fare con il tuo campo)?
Non ho un vero e proprio mito, nel campo delle arti e delle lettere apprezzo però i “capiscuola”, coloro che creano uno stile originale, un differente modo di comunicare o un genere nuovo. Per fare un esempio, pittori come Picasso e letterati come il Marinetti.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

Provateci! Se qualcuno vi prende in considerazione, il cammino è stimolante, se va male non ve la prendete, parecchi condividono la vostra passione e gli editori, anche i più volenterosi, non possono leggere tutto: ci vuole anche un po’di fortuna.

Parlaci un po’ della tua rivista letteraria “Il Refolo” e dei tuoi progetti per il futuro.
“Il Refolo” è forse la cosa più divertente che abbia fatto negli ultimi anni (e di cose divertenti ne ho fatte, ve lo assicuro!). L’idea di base era quella di creare una rivista di autori locali del ponente ligure. Guardandomi attorno non ho trovato tanto materiale decente, così grazie anche all’aiuto dell’editore, ho allargato i confini al territorio italiano e ho scoperto tanti bravi scrittori che, purtroppo privi delle spinte giuste, non riusciranno mai ad emergeree pubblicare con le grandi case editrici.
Con mia soddisfazione la rivista sta raccogliendo consensi tra gli scrittori esordienti che ci inviano il loro materiale in visione e spero che il 2007 porti chissà magari anche qualche firma illustre tra i racconti o la poesia.
Prossimamente spero di pubblicare il mio terzo saggio: “PLATONE MISTERICO l’insegnamento racchiuso nel mito” e magari di trovare qualche editore interessato al mio primo romanzo di fanta-esoterismo: ”Il Nuovo Messia”.
Mi piacerebbe avere la soddisfazione di pubblicare con una grossa casa editrice, o curare una rivista stampata con tiratura nazionale, ma non penso che sarà mai possibile.
Spero intanto che questa intervista possa portare nuovi autori e con essi nuova linfa a “Il Refolo”, per potere incominciare alla grande il 2007.


Postato da eufemiaG In ---> interviste, iniziative letterarie
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