sabato, 14 febbraio 2009
Nausicaa


(immagine di Frederick Leighton)

E infine giunse
Odisseo* solitario,
dal cupo mare,

tra rumorosi flutti
ad avvolgere il cuore

E allor la vide:
lei, dalla bella bocca
e bianche gote

ad accogliere l'uomo
venuto da lontano

Gli dei tessono
astute tele e fili
aggrovigliati

e il destino s'impiglia
senza poter fuggire

Pietà la mosse
e l'Inganno del mare
scosso dai venti:

sempre è avvinta l'anima
dall'eterna passione

Dolce Nausicaa
dal nome così bello
e imperituro

in balia d'un tormento
che più lascia vivere

Poi  venne il giorno
a cancellare sogni
svaniti all'alba

di onde e stelle il richiamo
e dell'amato mare

 - Stanotte, vorrei dormire
tra le braccia della luna
cullata dal vento
e ritornare infine  alle  tumultuose onde
là ove muore l'anima mia
e il suo tormento -




« Quindi arrivò sull'isola dei Feaci e nascose le sue nudita fra gli arbusti là dove Nausicaa, figlia del re Alcinoo, stava portando gli indumenti al fiume per lavarli. Allora egli strisciò fuori dalle fronde e le implorò aiuto. Mossa a pietà, gli diede un manto e lo condusse da suo padre. Alcinoo lo accolse dandogli una decorosa ospitalità, lo onorò con dei doni e lo inviò verso la sua patria, Itaca. »


**

Eufemia

Dedico questa poesia a Fabrizio, poiché l'attendeva da tempo, a compimento di un'opera tematica, che sto scrivendo da circa un anno. Nausicaa è la lirica che conclude "Suggellato fu il patto di tragica ventura", opera poetica  dedicata agli amori tragici della storia, che presto sarà disponibile on line.

La parte finale del testo è in verso libero, tutto il resto è in metrica
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mercoledì, 15 novembre 2006

 

   

 

Se potessi fermare

gli attimi di questa  vita

tornerei indietro

a quei giorni di settembre di tanti anni fa

 che

raccontano di me

e della mia pelle che

sapeva di latte e

che come  seta

avvolgeva il tuo corpo.

Ti ho insegnato a salire

i mille gradini delle

scale della vita

mentre ti sussurravo

durante le notti d’inverno

fiabe che narravano di mondi incantati

e lontani

e che tu immaginavi

con occhi spalancati e

sguardo assorto.

E solo quando mi accorgerò

che i tuoi giorni

non saranno più colorati di giochi

 di carta

allora farò una magia

e riavvolgerò gli anni

come se fossero

gomitoli

e riporrò i mesi e i giorni

nella nostra scatola dei

desideri

dove continuerò a conservare  per te

quei sogni non ancora vissuti

che con mani piene

d'amore

ti porgerò in dono

come se fossero fiori e caramelle

dei colori della primavera.

 

Eufemia 14 Novembre 2006

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lunedì, 18 settembre 2006

 

Un'antica foresta ricopriva in passato tutta la regione centrale della Bretagna, cuore celtico a nord della Francia. E’ la foresta di Brocéliande, foresta sacra agli antichi Celti, foresta dei Cavalieri della Tavola Rotonda e scrigno del tesoro delle leggende bretoni. Essa infatti rappresenta la selva che vide protagoniste le leggende sorte intorno ai Cavalieri della Tavola Rotonda, la magica Fontana di Barenton e la Valle senza Ritorno. 

Brocéliande si svela tra un luogo magico e l'altro.

 A Comper, che nel mito fu la  dimora della Fata Viviana, un castello di pietra rossa accoglie il “Centro dell'immaginario Arturiano” : un luogo per scoprire o approfondire i grandi temi della Tavola Rotonda. Tra Mauron e Tréhorentec, il villaggio del Folle Pensiero dà accesso alla Fontana di Barenton, presso cui la leggenda narra, si incontrarono il Mago Merlino e Viviana.
Antiche leggende raccontano  che a Brocéliande si trova  la tomba di Merlino e mito o leggenda a parte, essa  è ancora oggetto di un autentico culto, dai contorni misteriosi. A Ploermel, città dei Duchi, o a Mauron, borgo medioevale, si entra  nella Valle senza Ritorno, in cui – si narra – che Morgana pietrificava gli amanti infedeli, fino a quando Lancillotto, il migliore dei Cavalieri d’Artù, venne a sciogliere l'incantesimo. In questo luogo veglia ora l'Albero d'Oro. La chiesa consacrata alla leggenda del Santo Graal costituisce uno dei luoghi più suggestivi di Brocéliande e pone interrogativi anche agli adulti più smaliziati.

Nel cuore della foresta si snoda un emozionante percorso lungo cui procedere per rintracciare i luoghi più misteriosi e inquietanti. Oggi giorno i visitatori sono ammaliati dalla visione della  tomba di mago Merlino e della celebre fonte dell'eterna giovinezza, dove sarà possibile per gli appassionati, rivivere le atmosfere dei mitici racconti. Non lontano, si trova il Castello di Comper, detto anche il castello di Viviana; si narra che qui sarebbe nata la fata, nutrice di Lancillotto del Lago.
La Valle Senza Ritorno è il sito dove il prode Lancillotto riuscì ad aggirare i malefici incantesimi predisposti da Morgana per fermare la ricerca del Santo Graal. Mentre la magica Fontana di Barenton, è raggiungibile tramite uno splendido sentiero seminascosto lungo il sentiero. Ma val bene una visita per i più romantici: qui Merlino e Viviana si incontrarono per la prima volta e qui si ritirarono dopo tante avventure.

Ancora oggi Brocéliande è cantata dai bardi e dai poeti e scrittori. Su tutti ricordo Alan Stivell, che le ha dedicato un pezzo magico e dall’atmosfera da sogno dal titolo “Brocéliande”.

 

Celte fontaine, paradis d'hydromel,
Au fond d'un bois cent fois envouté,
Tu t'es noyé pour y voir la belle
Qui t'a donné éternel été.

Refrain :
P'lec'h emaoc'h c'hwi Brokilien
Viviana, Merzhin
P'lec'h emaoc'h c'hwi Brokilien
Huñnvreou pell a gevrin

Elle te conduit aux confins des mondes,
Près d'une rive aux plages fécondes
Où les rivières de vos rêves en vos yeux
Ont rajeuni l'Océan trop vieux.

Refrain

Et sous la mer, quelques algues lisses,
Monde enseveli, mes souvenirs pâlissent.
J'ai parcouru nos collines et nos landes;
Mais je n'ai pu retrouver Brocéliande

Refrain

 

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domenica, 20 agosto 2006

Questa volta Aldebaran non ospita un mio contributo. Oggi è domenica e quindi voglio parlarvi delle cose che amo, dei libri che adoro, degli autori che hanno in qualche modo segnato la mia vita. Tra questi e forse su tutti, il grande Tolkien, autore de Il Signore degli Anelli e di molti altri libri meravigliosi. Vi posto una sua canzone, una poesia, dedicata all'elfa Nimrodel, di cui si parla nella trilogia e nei Racconti Incompiuti. E' una ballata bellissima e piena di nostalgia. L'immagine è invece della grande artista Cesarina Ciotti, di cui trovate il link del sito anche nella home.

Questa è la storia della fanciulla elfica Nimrodel, che dà il nome al Fiume Nimrodel, il segno di confine della Terra di Lórien, governata da Celeborn e Galadriel, di cui si trovano tracce perfino nei racconti dei Tempi Remoti.

 

La storia di Nimrodel

Elfica fanciulla d’un tempo passato,

Stella che brilla al vento,

Bianco il suo mantello e d’oro bordato

E le scarpe grigio argento.

Una stella sulla sua fronte,

Una luce sui suoi capelli,

Il sole brilla tra le fronde

A Lórien dei giorni belli.

Lunghi i capelli, bianca la pelle, chiara la voce

Della libera fanciulla volante

Nell’aria e nel vento come luce veloce,

Come sul tiglio foglia vibrante.

Nel Nimrodel fra le cascate

Dalle acque chiare e spumeggianti

La sua voce come gocce argentate

Squillava tra i flutti scintillanti.

Nessuno sa per quali alti valichi

Se all’ombra o al sole ella errando vada,

Perché Nimrodel smarrita in tempi antichi

E persa fu nei monti e nella rugiada.

Nei rifugi oscuri la elfica nave,

Sotto il riparo del monte,

Da giorni e giorni l’aspettava

Nelle ruggenti acque profonde.

Un vento al Nord si levò di notte,

Ululava e gemea,

E trascinò via dai porti le navi a frotte

Nella potente marea.

Pallida venne l’alba e le terre fuggivano.

Grigio svaniva il monte

Oltre le grandi onde che violente muggivano

E spumeggiavano sino all’orizzonte.

Amroth le spiagge ed i lidi mirava

Oltre l’onda sollevata,

Odiando la nave infida che l’allontanava

Da Nimrodel la sua adorata.

Egli Re Elfico anticamente era,

Signore d’albero e di radura,

Quando d’oro brillavano i rami in primavera

A Lothlórien la pura.

Lo videro balzare dal timone nel mare

Come la freccia dalla corda tesa,

E nelle acque profonde nuotare

Come il gabbiano sull’onda protesa.

Il vento impetuoso nel fluente cappello,

La schiuma lo avvolgeva tutto,

Lungi lo videro possente e bello

Attraversare il flutto.

Ma da ovest non è giunto messaggio

E sul Vicino Lido incantato

Gli Elfi nulla sanno del viaggio

Di Amroth loro re adorato

Di J. R . R . Tolkien

autore de Il Signore degli Anelli

 

l'illustrazione è della mia amica, l'artista Cesarina Ciotti 

 in arte Miriel -  di www.maniecreative.it

Quest' opera magnifica  ha vinto il premio

Palantir di Tol Eressea 2006 ad Eldamar.

 

 

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